È possibile coltivare su altri pianeti?

Sarebbe bello poter vivere in un altro pianeta.
Però noi ci facciamo una domanda: sarebbe possibile coltivare su altri pianeti?
Proprio come nel film “The Martian” di Ridley Scott.
Oggi vediamo alcuni esperimenti che hanno condotto riguardo la possibilità di coltivare su altri pianeti.

“L’istinto di colonizzare nuove terre è un bisogno intrinseco nell’uomo”, disse Giacomo Certini, ricercatore presso il Dipartimento del Suolo e delle Scienze Ambientali (DIPSA) presso l’Università di Firenze, Italia.
“Quindi espandere il nostro orizzonte ad altri mondi non deve essere giudicato strano. La migrazione di persone e la produzione di cibo nello spazio, potrebbe essere una condizione necessaria, in futuro, per l’uomo”.


Nel XIX si è tenuto a Brisbane (in Australia) il congresso di scienza del suolo.
Ci fu da parte di Donald Johnson e Johnson Diana una definizione universale di terreno:

“substrato della superficie della Terra alterato da organismi biologici, chimici, e/o agenti fisici e da altri svariati processi”.

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Nel 1997 la NASA collaborò con AGRIHOUSE e BioServe per un esperimento sulle piante a bordo della stazione spaziale MIR. La NASA era interessata in quanto ciò richiedeva un basso consumo di acqua. Utilizzando questo metodo di coltivazione nello spazio, si potrebbe ridurre la richiesta di acqua durante il volo.

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Stazione spaziale MIR.


Nella Virginia, il Professor Michael Mautner è convinto che sia possibile coltivare piante su altri pianeti.

“Studio il rapporto tra la vita e le sue potenziali risorse nello spazio. Per quanto riguarda l’insediamento umano nel sistema solare, avremo bisogno di alimenti per vivere e crescere lì. Alcuni asteroidi contengono carbonio, elementi nutritivi e acqua minerale estraibile, e potrebbero essere in grado di fornire l’accesso alle risorse alimentari.Ho studiato alcuni campioni di questi asteroidi per valutarne la loro fertilità del suolo e la risposta di microrganismi e delle colture di tessuti vegetali. Alcune varietà di batteri del suolo, alghe e tessuti di colture di asparagi e patate sono cresciuti bene in questi suoli di asteroide/meteoriti e anche in terreni di meteorite marziano.La vita sulla Terra è fragile, minacciata dalla proliferazione nucleare, dal cambiamento climatico galoppante, dal rischio di impatti di asteroidi, e da risorse limitate che si esauriranno. Alla fine, la Terra diventerà inabitabile a causa dell’espansione solare. Al contrario, invece, la vita in altri mondi, nello spazio, potrà essere garantita per miliardi di anni.” disse il Professore in un’intervista.

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Asparagi che Michael Mautner è cresciuto in terreno asteroide / meteorite in un laboratorio VCU. 


Nel 2008 il NASA Phoenix Mars Lander condusse il primo esperimento utilizzando il suolo umido Marziano. Gli scienziati che hanno analizzato il terreno di Marte affermano che Marte sembra avere ambienti più adeguati per sostenere la vita di quanto fosse previsto, ambienti che potrebbero un giorno consentire la coltivazione.

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NASA Phoenix Mars Lander


Nel 2012 i Cinesi volevano sperimentare il comportamento di alcuni semi che da qualche tempo lanciavano nello spazio per mezzo dei satelliti.


Nel 2013 Wieger Wamelink ha iniziato  a sperimentare la crescita di 14 vegetali per un periodo di 50 giorni senza aggiunta di sostanze nutritive. I suoli assomigliano a quelli Lunari e sono stati realizzati dalla NASA (grazie ad alcuni campioni).
Le piante:Sedum reflexum (pianta selvatica) Solanum lycopersicum (pomodoro), Secale cereale (segale), Lepidium sativum (crescione inglese), e Sinapsis arvensis (senape selvatica) hanno mostrato una buona crescita.
Il “crescione inglese” e la “mostarda” hanno prodotto i semi.

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Wieger Wamelink


Nel 2015 un’università Olandese ha condotto degli esperimenti. Wageningen Universit, proprio come stato sperimentato da Wamelink hanno iniziato a coltivare diverse piante utilizzando terreni Lunari e Marziali.
Quello che differenzia l’esperimento di Wamelink con la Wageningen Universit è che l’università in quanto riscontrava dei problemi ha arricchito il terreno con prodotti organici ed erba.
Alla fine dell’esperimento è risultato che il terreno di Marte producesse di più, portando alla crescita di oltre 10 specie: pomodori, piselli, segale, porri, crescione, rucola, quinoa, ravanelli, erba cipollina e spinaci.

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Serra nella Wageningen Universit


Fonti e risorse:

(Alessandra Marenga)

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Informazioni su Keplero Garden & Microbiology

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