Il Tetto Verde al prof. Cenacchi

Lunedì 29 Maggio alle 16.30 si terrà, presso il Liceo Keplero di Roma, un incontro per omaggiare la prematura morte del professor Cenacchi.

Verrà proiettato il video e saranno presentati i primi risultati della sperimentazione. Ci sarà la possibilità di visitare il nostro tetto verde e inolte di acquistare i nostri prodotti, ricordando che il ricavato andrà in beneficenza alle associazioni e alle onlus umanitarie.

Vi aspettiamo.

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Loggia di amore e psiche

La loggia di Amore e Psiche si trova a Villa Farnesina, dove oggi noi studenti siamo andati per un’uscita didattica.

La villa Farnesina era la villa di Agostino Chigi che fu costruita da Baldassarre Peruzzi.
Questa villa veniva chiamata  “suburbana” poiché era posta fuori le mura di Roma e tutto ciò che era fuori dalla città veniva denominato suburbano.

Agostino Chigi la fece costruire per far conoscere la sua ricchezza, egli era il banchiere dei pontefici (Alessandro VI, Giulio II, Leone X) quindi questa edificazione doveva onorare i suoi averi.

La prima stanza della villa, cioè l’entrata, era la loggia di Amore e psiche.

La loggia narra dell’amore tra Psiche e Amore:

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Psiche era una giovane donna venerata per la sua bellezza, infatti la sua bellezza terrena fu paragonata a quella della Dea Venere.
La Dea Venere invidiosa, incarica il figlio Amore di scoccare una freccia verso un uomo infimo al fine che egli si innamorasse di Psiche.
Ma un po’ come succede nel cartone ‘Pollon’, Amore scocca questa freccia male e si colpisce.
Così si instaura un rapporto d’amore tra Amore e Psiche, le sorelle di Psiche vengono a sapere che è fidanzata e le fanno credere che egli è un mostro.
La ragazza la notte usando una lampada ad olio per vedere il volto del Dio fa cadere una goccia di olio bollente, che lo brucia e lo fa arrabbiare del gesto.
La favola finisce con la donazione dell’immortalità da parte di Zeus e degli dei a Psiche, affinché l’amore tra i due sia eterno.

Il soffitto in cui viene raccontata questa storia è stato ideato da Raffaello e dipinto da Giovanni da Udine.

 

Oltre alle rappresentazioni della leggenda vi è un’esuberante trionfo di fiori e frutta i quali hanno dei significati ben precisi.

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Immagine presa da Internet

La composizione dei festoni ha l’intento di suscitare sensazioni ed emozioni diverse.
Molti di questi frutti rappresentano l’atto sessuale (ad esempio il fico aperto con la zucchina).n , ,
Viene rappresentato in questo modo perché in quegli anni non era consentito rappresentare figure erotiche e quindi a costo di non ricevere pene Chigi decide di rappresentarle così.

Sono presenti alcune specie Americane, questo perché la loggia fu dipinta nel 1518 e nel 1492 venne scoperta l’America e questo dato fa capire ancora di più quanto Agostino fosse ricco tanto da avere la cultura di conoscere piante Americane.

I colori erano molto vivaci creati da dei pigmenti: dal mercurio, malachite, lapislazzuli, cinabro Vermiglione. Purtroppo oggi con la restaurazione non si ha lo stesso effetto.

 

Ringraziamo Flavia Bartoli per averci fatto da guida e per averci spiegato questa suggestiva opera d’arte.

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(Immagine di copertina presa da Internet)
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Tetto verde ad Houten

Il 6 Aprile, durante lo scambio culturale, abbiamo visitato il tetto verde presso l’Arval (la ditta di leasing auto).
Il loro tetto verde è composto da Sedum (piante succulente).
Hanno inoltre installato su di esso i pannelli fotovoltaici per favorire lo sviluppo sostenibile.

I vantaggi del fotovoltaico sono numerosi. Un impianto fotovoltaico porta con sé, ad esempio, il fatto di produrre energia pulita e rinnovabile.
L’impianto fotovoltaico sfrutta l’energia del sole trasformandola in energia elettrica utilizzabile all’interno di qualsiasi abitazione, azienda e, più in generale, qualsiasi struttura che necessita di energia elettrica.
Diventa quindi uno dei migliori sistemi di produzione energetica green, in quanto l’energia che viene prodotta non genera nessun tipo di inquinamento.

I vantaggi del fotovoltaico derivano dal fatto che è un perfetto sistema di risparmio energetico.
Ma non solo.
Oltre ad i vantaggi ambientali, tra i vantaggi del fotovoltaico, spiccano sicuramente quelli economici.
Un impianto fotovoltaico consente di abbattere il consumo di energia a pagamento e, conseguentemente, di ridurre drasticamente i costi sulla bolletta elettrica.
Chi possiede un impianto a pannelli fotovoltaici produce infatti autonomamente la quantità di energia della quale necessita

Fonte: https://www.tgreen.it/impianti-fotovoltaici/i-benefici-del-fotovoltaico

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Una settimana in Olanda

Dal 2 Aprile al 7 Aprile si è tenuto lo scambio culturale.
Noi studenti Italiani siamo stati ospitati da alcuni studenti Olandesi, che avevamo precedentemente ospitato a Roma nelle nostre case; il luogo in cui abbiamo vissuto per questa settimana è Houten, nella provincia di Utrecht.
Per noi studenti è stata una bellissima esperienza visitare un posto nuovo, in Olanda c’è davvero tanto verde e gli abitanti ci tengono al loro paese: su numerosi tetti ci sono pannelli solari, possiamo trovare diversi tetti verdi, non ci sono tanti rifiuti per terra! Il rispetto per l’ambiente è un loro valore fondamentale.
L’ultimo giorno siamo stati al mercato dei fiori di Amsterdam, un famoso mercato in cui si possono trovare tantissime piante diverse, ad esempio siamo stati colpiti dalle calle nere (mai viste prima d’ora qui).
Questa esperienza non ci è servita solo dal punto di vista didattico (dell’inglese, delle piante e della letteratura) ma anche per la nostra formazione, per scoprire, capire e vivere in pieno un’altra cultura.
Viaggiare è straordinario, aderire a questi progetti fa crescere e matura nel profondo.
Ringraziamo la professoressa Claudia Coletta, il professor Marco Di Girolamo e il professor Roberto Casalini per averci accompagnati in questa entusiasmante avventura e, ultimi ma non ultimi, anche i nostri genitori per averci consentito di partecipare a questo progetto.

Vi lascio di seguito questa toccante lettera intitolata “Lettera aperta ai genitori: fate viaggiare i vostri figli”

Cari genitori, fate viaggiare i vostri figli.

So che di fronte a queste parole molti di voi diranno che è difficile. Qualcuno penserà subito all’aspetto economico, altri alla lontananza, altri ancora proveranno paura e vorranno cacciare questo pensiero. Non vi preoccupate, è normale. Io ero esattamente come voi quando mia figlia, dopo il primo anno di università, mi ha detto di voler partire per un anno all’estero.

Non potevo e non volevo accettarlo. Per me che sono vedovo, oltretutto, era quasi inconcepibile l’idea che la mia unica figlia se ne andasse. Mi sono sentito abbandonato, ho pensato che avrei perso ogni punto di riferimento nella mia esistenza. Non potevo crederci e mi sono immediatamente opposto: le ho detto di no, che non appoggiavo la sua scelta e non volevo che se ne andasse.

Lei non ha fatto una piega, ha accettato e mi ha detto che non sarebbe partita, che non c’era nessun problema. A quel punto, ho capito. Non lo dimenticherò mai quel momento, perché è stato lì che ho capito tutto: viaggiare non è una questione personale. Non è una fuga. È semplicemente un percorso di crescita. E ora lo posso dire con certezza, con il famoso senno di poi: un giovane che non viaggia, non cresce!

Quella stessa sera non riuscii a dormire, nonostante avessi la certezza che mia figlia sarebbe rimasta a casa con me. Non dormivo perché pensavo alle opportunità che le stavo negando. Proprio io che raccontavo con orgoglio di quella volta in cui da ragazzo partii per Londra per cercare fortuna, tornando a casa qualche tempo dopo con pochi soldi ma il cuore e l’anima piena di belle cose.

Proprio io che provavo un senso di disagio talmente forte da rasentare la vergogna quando vedevo, sul lavoro, ventenni che portano il curriculum, carichi di speranze che verranno inevitabilmente infrante. Proprio io che, guardandomi intorno in questa grigia città del nord Italia, mi chiedevo quale futuro potessero avere mia figlia e i suoi coetanei, sperando che almeno loro ne vedessero uno. Io non lo vedevo.

Quella stessa notte ho capito che non potevo fermarla. Non potevo farle un torto del genere, non potevo mettere la mia persona a intralciare il suo percorso di vita. Voleva provare un’esperienza di un anno in Australia, e chi ero io per impedirglielo? Quale diritto avevo per infrangere sul nascere il suo sogno?

Viaggiare è costoso, è vero. Ma cari genitori, vi assicuro che non c’è nessuna formazione migliore per i vostri figli. I soldi che spendete per farli viaggiare sono i migliori soldi che spenderete nella vostra vita.

Lasciare andare un figlio è doloroso. La distanza vi logorerà, vi farà stare male. Ma con il tempo capirete che non lo avete abbandonato, e soprattutto che lui/lei non ha abbandonato voi. Forse ve ne renderete conto solo alla fine, quando lo vedrete tornare: avete lasciato partire un ragazzino e vi troverete davanti un adulto, che nella maggior parte dei casi sarà più felice e realizzato.

Non esiste una soddisfazione più grande di questa per un genitore. Non c’è niente di meglio, specialmente se hai deciso di essere parte di questa crescita e non di ostacolarla.

Come faccio a sapere tutto questo? Quella famosa prima notte non ho chiuso occhio ma ho preso una grande decisione: avrei pagato il biglietto aereo per l’Australia a mia figlia. Quando gliel’ho detto era incredula, ma aveva capito tutto ciò che avevo attraversato. Mi ha detto “ti voglio bene, papà” e in quelle parole c’è tutto quello che un genitore può desiderare.

È partita poche settimane dopo. Non mi importava nulla che saltasse un anno di università, ciò che volevo era che vivesse un’esperienza che non avrebbe mai più dimenticato. Le ho pagato il volo e le ho dato una piccola somma, ma le ho fatto capire che poi se la sarebbe dovuta cavare da sola. Fa male dire una cosa del genere alla propria figlia, ma i sentimenti non dovrebbero mai ostacolarci nella strada verso i nostri obiettivi.

È stata in Australia per un anno intero. Il primo periodo è stato difficile, passavo le giornate a chiedermi cosa facesse e se stesse bene. Non è stato semplice stare da solo, ma lo rifarei mille volte. Non cambierei una virgola, le direi di andare, divertirsi, conoscere il mondo e crescere. Viviamo in un’epoca in cui tutto questo si può fare davvero, con qualche piccolo sacrificio.

Mia figlia ha lavorato in tre città diverse. Ha raccolto ortaggi nelle zone più remote del paese, ha servito ai tavoli di un ristorante e ha lavorato in una biblioteca. Ha imparato l’inglese, ha imparato a conoscere il mondo del lavoro e il valore dei soldi. Ma soprattutto ha imparato ad essere indipendente, ad avere una mentalità più aperta e a rispettare il prossimo senza guardare il colore della sua pelle, il suo accento, la sua professione o la sua educazione.

Mia figlia è diventata così grande in Australia, da farmi sentire quasi inadeguato come genitore. Il viaggio le ha insegnato molto più di quanto avrei mai potuto fare io, perché un papà è necessario quando si è bambini, ma quando si ha vent’anni niente ti insegna meglio la vita quanto l’esperienza. E viaggiare è l’esperienza più intensa, la più importante.

Questa lezione non l’ha imparata solo lei, l’ho imparata anche io. Con il passare del tempo, la sofferenza per la mancanza si è trasformata in entusiasmo: non volevo sentirla solo per sapere che era viva e stava bene, ma per conoscere il suo percorso. Fremevo dalla voglia di scoprire i suoi piccoli successi: il primo colloquio in inglese, il primo lavoro in regola della sua vita, il primo stipendio, la prima sera fuori con amici australiani, la sua prima automobile. In altre parole, il suo primo vero viaggio in solitaria.

E questo entusiasmo mi ha contagiato al punto di far crescere dentro di me un’idea folle e meravigliosa: perché non prendermi tre settimane di ferie e raggiungerla? Gliel’ho proposto quasi timidamente, pensando che mi avrebbe detto in imbarazzo che era una pessima idea. E invece era felicissima, mi ha risposto di andare il prima possibile.

Così, caricato dalle sue parole di stima, sono partito davvero. Il 21 settembre 2016, a 56 anni, mi sono imbarcato da Malpensa in direzione Australia. Non ero mai stato così lontano da casa, non prendevo un aereo da dieci anni e non parlavo in inglese da venti. Ero spaventato e insicuro di fronte a questo mondo che va avanti così veloce, ma avevo dentro di me un’energia nuova, che mi aveva trasmesso mia figlia: quella di viaggiare e scoprire e rimanere sbalordito di fronte alla bellezza dell’inaspettato.

Mia figlia mi ha accolto all’aeroporto di Sydney e non ce l’abbiamo fatta: siamo scoppiati a piangere. Mi ha detto grazie, mi ha detto che suo padre era proprio “cool”. Poi siamo partiti per un giro dell’Australia di due settimane, io e lei su un camper. Abbiamo visto deserti sconfinati, laghi viola e canguri aggressivi. Abbiamo dormito sotto le stelle così come per vent’anni avevamo dormito sotto lo stesso tetto.

È stato bellissimo e indimenticabile. Quando penso che tutto questo non sarebbe successo se non le avessi permesso di partire, mi viene da urlare una cosa a gran voce: genitori, fate viaggiare i vostri figli!

fonte: http://www.mangiaviviviaggia.com/lettera-fate-viaggiare-i-vostri-figli/

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Alternanza scuola-lavoro presso l’università RomaTre (facoltà di biologia)

Oggi la nostra solita lezione di alternanza scuola-lavoro anziché svolgersi come sempre presso il Keplero, ha avuto luogo all’università della facoltà di Biologia RomaTre.

Abbiamo avuto il piacere di partecipare al Seminario di Ecologia Vegetale tenuto dal Dr. Andrea Scolastri e dalla Dott.ssa Emanuela Cicinelli.

Che cosa di intende per Ecologia Vegetale?

È lo studio della vegetazione e delle sue relazioni con l’ambiente.

L’ecologia possiamo suddividerla in due:

  • Autocologia: come una pianta nasce, cresce, si riproduce e muore (quindi il ciclo vitale)
  • Sinecologia: come le piante costituiscono popolazioni e comunità.

Prima di procedere a tutta la spiegazione, ci hanno chiarito alcuni termini:

Popolazione: insieme di individui
Comunità: più popolazioni.

Successivamente ci hanno spiegato i vari fattori riguardanti la crescita delle piante, come i fattori ecologici (luce, temperatura, acqua, nutrimenti).
Soprattutto per quanto riguarda la temperatura e il clima si è parlato molto, i professori ci hanno spiegato tutti i vari tipi di clima e le piante che vivono in questi.

È stata una lezione veramente interessante per noi studenti.
Abbiamo imparato e capito molte cose che prima non sapevamo.

Ringraziamo i professori per questa bellissima lezione!

-Alessandra Marenga

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23 Marzo 2017

In questo articolo vi illustreremo il lavoro che abbiamo svolto oggi durante la lezione di Orto e Tetto Verde.

In primo luogo abbiamo visto questo filmato:

Tool – Lateralus / Fibonacci Spiral ITA

Successivamente il professore ci ha aggiornati su alcuni  lavori che vorremmo eseguire al più presto come:

Fare un kokedama giapponese

In seguito, ci siamo divisi i compiti e abbiamo iniziato a lavorare, i compiti sono stati:

  • Pulizia del Tetto Verde dagli aceri,
  • Pulizia dell’orto,
  • Ordine dell’orto e delle varie piantine,
  • raccoglimento dati.

Ecco le foto:

-Alessandra 

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Magnifica giornata! Il coronamento di tanti sforzi e tanto impegno

Ieri, 21 Marzo 2017 si è svolta presso il Liceo Scientifico Keplero l’inaugurazione del Tetto Verde dalle 11.30 fino alle 13.30.
Noi studenti siamo stati coinvolti in modo diretto a questa giornata vendendo piantine, registrando i partecipanti e iscrivendoli al blog e inoltre spiegando il nostro lavoro.

Come ha definito il nostro professore:”Magnifica giornata! Il coronamento di tanti sforzi e tanto impegno!”.

Abbiamo accolto circa 100 persone nella nostra piccola Aula Magna ed è stata una gioia vedervi tutti appassionati al nostro lavoro.
Indubbiamente è stato difficile e soprattutto noi studenti abbiamo fatto tanti sforzi per seguire questo progetto ma la soddisfazione è davvero tantissima.
Siamo veramente felici e speriamo di poter replicare al più presto questa mattinata.
Ringraziamo tutti coloro che sono stati presenti, che ci hanno ascoltato e si sono registrati al nostro sito.
Ringraziamo tutti coloro che hanno comprato una piantina e che se ne prenderanno tanta cura, come noi facciamo con quelle del tetto verde e dell’orto.
Siamo felici, soddisfatti e appassionati di questa bellissima attività.
Ringraziamo soprattutto il professor Roberto Casalini, il nostro professore di scienze senza cui tutto ciò non sarebbe stato possibile. Ha fatto partire il progetto di orticoltura tre anni fa non pensando di arrivare ad un traguardo del genere.

GRAZIE!

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